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Sunday 20 January 2019
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Dichiarazione di Gregor Gysi sul Referendum in Turchia

Nonostante le condizioni inique durante la campagna – migliaia di politici detenuti, copertura mediatica parziale, l’oppressione da parte dellostato di giornalisti e oppositori – quasi il 50 per cento degli elettori ha di fatto respinto le politiche autoritarie di Erdogan.

Ci sono diversi rapporti sulla manipolazione durante la votazione, l’osservazione è stata fortemente limitata nelle regioni curde, e si è deciso con breve preavviso di accettare schede elettorali senza un timbro ufficiale, rendendole valide. Speriamo che solo per questo i tribunali siano ancora abbastanza indipendenti per ordinare una ripetizione del referendum.

La società turca è profondamente divisa. La Turchia ha ora bisogno di un governo che cerchi di superare questa fase di divisione. Questo non lo ci si può aspettare da Erdogan. Eppure, il risultato del referendum solleva speranze di un cambiamento politico.

Non ci deve essere il riconoscimento dei risultati da parte di altri governi europei, date le attuali circostanze. Tutti gli Stati membri della UE devono immediatamente fermare tutte le esportazioni di armi verso la Turchia e qualsiasi cooperazione militare. Ciò vale in particolare per il governo federale tedesco. La NATO deve chiedere a se stessa come sia possibile la permanenza di un tale regime dittatoriale in questa alleanza. Invece di consegnare le armi, è urgente ora sostenere l’opposizione democratica.




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