Per l’Europa dei saperi e della cultura.

Alla Maastricht dei trattati economici vogliamo contrapporre idealmente e praticamente la “Maastricht dei saperi e della cultura”. Non ci basta evidentemente l’Erasmus, che coinvolge una minoranza dei giovani europei e che comunque non deve diventare una forma di stage.
Per questo è necessario:

  • garantire e potenziare la scuola pubblica di ogni ordine e grado, elevare l’obbligo scolastico a 18 anni, garantire la laicità e la libertà di insegnamento, il lavoro cooperativo e la collegialità nelle scuole;
  • garantire l’accesso libero e gratuito al sistema universitario, abolendo i numeri chiusi. Finanziamenti adeguati per tutte le università, incrementandoli per quelle in maggiore difficoltà, ed il potenziamento delle risorse per il diritto alla studio;
  • proteggere e promuovere la diversità delle espressioni artistiche, culturali e linguistiche;
  • considerare la cultura ambito strategico di investimento pubblico a garanzia dell’autonomia e del pluralismo culturale, dell’indipendenza produttiva e distributiva. Proteggere dalle privatizzazioni e dal degrado i beni pubblici di valore culturale. Riconoscere il carattere “intermittente” del lavoro culturale e adottare normative per la protezione dei lavoratori;
  • garantire l’accesso ad Internet mantenendo la neutralità della rete, evitando intrusioni tese a sfruttare e condizionare le opinioni dei cittadini;
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