STOP TTIP, per un commercio equo e sostenibile.

Va abolita l’istituzione di commissioni arbitrali private, uno spazio giuridico sottomesso alle leggi del mercato, a cui le grandi multinazionali potranno denunciare le istituzioni pubbliche che con norme di protezione del lavoro o dell’ambiente, a loro avviso compromettano la remunerazione degli investimenti.
I parlamenti nazionali, fra cui quello italiano non devono ratificare l’approvazione avvenuta in sede europea del Ceta, l’accordo di libero scambio tra Canada e UE, né va consentito alla Commissione UE di forzare nuovamente per l’approvazione del TTIP.
Le politiche commerciali europee devono all’opposto essere subordinate al rispetto dei diritti del lavoro e alla salvaguardia della natura, attraverso la definizione di standard retributivi, dei diritti, ambientali.

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