Un lavoro e una vita buona per tutt@: 32 ore a parità di salario, salario minimo europeo, reddito di base, welfare.

Il Green New Deal è un piano per la transizione ecologica che creerà nuova occupazione. Ma il salto tecnologico in corso, continuerà a sopprimere posti di lavoro e creare disoccupazione e sottoccupazione, che il sistema non è in grado di compensare come in parte avveniva in passato.
Per questo proponiamo la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a 32 ore settimanali a parità di salario, modificando la direttiva europea sulle condizioni e gli orari di lavoro, che definisce gli standard minimi da rispettare per tutti gli stati membri.
Il che significa anche rimettere in discussione le controriforme pensionistiche che ovunque in Europa hanno aumentato l’età della pensione.
E’ necessario definire un salario minimo orario a livello europeo, con l’armonizzazione dei contributi, che contrasti i processi di dumping sociale.
Proponiamo inoltre l’introduzione di una “scala mobile” europea, cioè un sistema di indicizzazione automatica dei salari in tutta Europa.
Il lavoro a tempo determinato e altre forme di contratti atipici devono essere l’eccezione e non la regola. Il contratto di lavoro europeo deve essere quello a tempo indeterminato, che garantisca tutti i diritti minimi, da quello alla malattia, alla maternità, alle ferie, al riposo settimanale.
L’obiettivo della piena e buona occupazione non è affatto in contrasto con la necessità di istituire un reddito di base, che garantisca il diritto all’esistenza, e sia fissato al 60% del valore del reddito mediano di ogni paese.
La definizione di standard sanitari, educativi, per il diritto all’abitare, sono gli altri pilastri necessari per un welfare europeo, che non solo blocchi le privatizzazioni in corso, ma riaffermi la responsabilità pubblica nei processi di riproduzione sociale, contrastando la perdurante penalizzazione delle donne e le asimmetrie di genere.

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