Intervista a Eleonora Forenza di Argiris Panagopoulos 
Abbiamo vinto il referendum e abbiamo come obiettivo di rovesciare l’austerità e il neoliberismo con una grande forza popolare, insieme con il gruppo GUE / NGL e gli altri partiti della Sinistra Europea, ha detto ad “Avgi” Eleonora Forenza, la eurodeputata de “L’altra Europa con Tsipras”, dirigente di Rifondazione Comunista e ricercatrice.  La “femminista, comunista e Sud-europea”, come si auto-definisce Forenza, con una decisione unanime del gruppo parlamentare GUE / NGL, è la candidata della Sinistra per la presidenza del Parlamento europeo.
Fino ad oggi il gruppo europarlamentare del GUE / NGL è l’unico ad avere un donna come candidata per la presidenza del Parlamento europeo …
“Prima di tutto vorrei ringraziare molto il GUE / NGL, per la sua decisione unanime di proporre la mia candidatura alla presidenza del Parlamento europeo. Mi sento molto orgogliosa e emozionata per due delle ragioni più importanti della mia candidatura. Da un lato la volontà di segnare il passo, di dare una voce, un riconoscimento al Sud Europa, che è stato colpito più di ogni altro da questa brutale crisi, dall’austerità e dagli obblighi di rispettare gli accordi europei. D’altra parte c’era il desiderio di dare voce ad una femminista, in un’Europa in cui una donna su tre subisce violenza fisica o psicologica. È positivo che una donna rappresenti la volontà di un’altra Europa possibile.”
Roma ha avuto recentemente una grande compagnia di donne in piazza che hanno manifestato contro la violenza sulle donne…
“È stata una grande “compagnia” di almeno 200mila donne che con vitalità e determinazione hanno manifestato per i loro diritti. E’ stata una grande manifestazione soprattutto di donne, ma anche di uomini, sono scesi in piazza per protestare contro la violenza sulle donne. Erano tanti anni che non si vedeva una cosi grande manifestazione e soprattutto una manifestazione di donne. Il giorno dopo è seguito la realizzazioni di tavoli tematici con una grande partecipazione per formulare un piano per il “giorno dopo”, come la nostra partecipazione allo sciopero internazionale delle donne l’8 marzo del 2017, la rivendicazione di un reddito di autodeterminazione e tante altre proposte che potrebbero rappresentare la base di un nuovo stato sociale in Europa.”
“Sono femminista, comunista e vengo dal sud Europa”, ha detto presentando la decisione del gruppo GUE / NGL …
“Il GUE / NGL ha avuto il coraggio di proporre una candidata dal cosi variegato mondo comunista, una femminista coinvolta nei movimenti, perché l’idea dell’Europa dei popoli e dei movimenti è in grado di esprimere un progetto, un suo programma, una idea di come vuole il mondo. Non lottiamo solo contro l’austerità e gli accordi economici e finanziari in Europa, ma abbiamo una nostra idea sull’Europa e sul mondo. Abbiamo una proposta per l’Europa e rivendichiamo il maggior consenso possibile.”
Come quello che abbiamo visto con il referendum costituzionale in Italia?
“In Italia ha vinto il nostro popolo che ha difeso la costituzione antifascista, che era il frutto della Resistenza, hanno vinto la democrazia e la partecipazione popolare. Per esempio ora vogliono cambiare il regolamento del Parlamento europeo per privilegiare i principali gruppi parlamentari, dimostrando coi fatti che la “grande coalizione” che in tutti questi anni ha governato l’Europa e gestito il Parlamento europeo non sarà ciò che scriverà il futuro dell’Europa. La “grande coalizione” sta distruggendo l’Europa. Quelli che hanno gestito e distrutto l’Europa non possono candidadarsi dicendo che vogliono cambiare la politica europea, perché per anni hanno imposto nell’UE il dogma del mercato e le dottrine del neoliberismo. Abbiamo visto quello che hanno fatto inquesti anni in Grecia, quello che hanno cercato di fare in Spagna e Portogallo, imponendo nelle nostre costituzioni il patto fiscale. In Italia queste riforme hanno un nome e cognome, a cominciare dalla deregolamentazione del lavoro e la “buona scuola” di Renzi. La JP Morgan ha richiesto il cambiamento delle costituzioni dell’Europa meridionale, perché sono molto democratiche. Renzi ha cercato di cambiarla e il nostro popolo ha detto “No”. Si tratta di un messaggio che possiamo sconfiggere il neoliberismo.”
Che cosa succede ora in Italia dopo delle dimissioni di Renzi?
“Fortunatamente l’esperienza del governo di Renzi è finita. Vogliamo solo due cose, una legge elettorale proporzionale e andare a votare il più presto possibile. Spero che Renzi non prenda il mandato di formare il nuovo governo, perché sappiamo che cercherà di allungare la durata del parlamento per diversi mesi ancora. Siamo completamente contrari a qualsiasi soluzione di un governo “tecnico”, perché abbiamo già pagato a caro prezzo le riforme del governo “tecnocratico” Monti con tagli alle pensioni e aumento del precariato. I nostri avversari sono quelli che hanno inserito il patto fiscale nella nostra Costituzione. Dobbiamo costruire una grande forza popolare, in grado di inviare un messaggio chiaro con alcuni punti, come ad esempio il diritto al lavoro, il diritto ad un reddito, il diritto alla democrazia e la giustizia ambientale. I risultati del nostro referendum dicono che possiamo vincere dicendo “No” all’austerità, avendo obiettivi programmatici chiari.”
Articolo pubblicato su Avgi, giornale di Syriza
Fonte: pagina Facebook dell’Autore

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