Per un’Europa femminista. Per l’autodeterminazione e la libertà delle persone.

Il movimento femminista Non Una di Meno è la forza che a livello mondiale denuncia il carattere sistemico della violenza maschile: la perdurante divisione dei ruoli che scarica sulle donne il lavoro riproduttivo e di cura, le gerarchizzazioni e discriminazioni nel lavoro, il dominio maschile nello spazio pubblico, la violenza che si consuma quotidianamente tra le mura domestiche. Discriminazioni e violenze che colpiscono anche gay, lesbiche, trans e tutte le persone LGBTQI.
Se il neoliberismo e le politiche di austerità hanno acuito le asimmetrie di genere con il taglio dei sistemi di welfare, l’onda reazionaria che attraversa l’Europa sta portando un attacco violentissimo alle conquiste di libertà delle donne. Come accade in Italia, dal DDL Pillon all’attacco alla 194.
Il movimento femminista è oggi per questo protagonista tanto di una resistenza quanto e soprattutto di un cambiamento che va alle radici di tutti i rapporti di dominio, che chiede una rivoluzione delle visioni del mondo, dell’organizzazione della società, delle coscienze individuali.
Vogliamo:
• la piena parità di accesso, diritti, mansioni, retribuzioni nel mondo del lavoro, in un Europa che vede le donne guadagnare il 16% meno degli uomini, l’equivalente di 2 mesi di lavoro l’anno;
• la rottura delle asimmetrie tra uomini e donne nel lavoro domestico e di cura a partire dall’incremento e dall’equa divisione dei congedi parentali. Riduzione d’orario, rafforzamento del welfare, reddito di base, sono strumenti per ridefinire radicalmente il rapporto tra produzione e riproduzione sociale;
• norme per garantire l’uguale rappresentanza delle donne nella politica e nello spazio pubblico;
• l’estensione e la piena attuazione della convenzione di Istanbul sulla violenza domestica in tutti i paesi europei;
• la reale autodeterminazione sulle proprie vite e i propri corpi: il pieno diritto alla salute sessuale e riproduttiva, all’interruzione volontaria di gravidanza, l’accesso alla fecondazione assistita, anche eterologa, la promozione della contraccezione;
• l’affermazione dei diritti delle persone LGBTQI: l’introduzione del matrimonio egualitario, il diritto all’adozione anche a single, per riconoscere il desiderio di maternità e paternità di tutte e tutti.

Menu