Alexis Tsipras è stato rieletto leader del partito di Syriza col 92,39% dei voti, nel secondo Congresso dalla sua fondazione, e il primo da quando è al governo. Al Congresso fondativo del 2013, Tsipras aveva ottenuto il 74% dei voti

Con questa maggioranza “bulgara” Tsipras rafforza la sua posizione nei confronti della Troika dei creditori internazionali, dal momento che il mandato che egli ha avuto, a proposito di essere coerente con politiche di sinistra, è molto chiaro e netto. Il voto è giunto al termine di tre giorni di dibattito, in cui sono state approvate le tesi politiche del segretario e una riforma dello Statuto. Ne documento finale, Syriza riconosce di aver commesso errori di calcolo nella elaborazione del programma con il quale vinse le elezioni del 2015, il famoso “Programma di Salonicco”. Soprattutto, il Congresso scrive di aver sovrastimato la possibilità di nuove entrate. Gli obiettivi erano giusti, si dice nel documento, ma difficili da realizzare, a causa di una situazione finanziaria “estremamente difficile”. Nel documento, inoltre, si afferma che compito politico, di sinistra, di Syriza sarà quello di rompere il “circolo vizioso tra recessione e austerità”, nel tentativo di ampliare la cooperazione con le forze socialdemocratiche ed ecologiste nell’Unione Europea, per costruire un’alleanza progressista che ponga fine alle politiche neoliberiste.

Tsipras elogia il nuovo laburismo di Corbyn

Nell’intervento conclusivo di sabato, Alexis Tsipras aveva usato come modello di riferimento i laburisti britannici guidati da Jeremy Corbyn. Essi, ha detto Tspiras, “hanno dimostrato che si può essere un partito di massa e di unità delle sinistre”. Per questa ragione nel nuovo Statuto di Syriza è stata aggiunta una Commissione per l’etica e la trasparenza, che tenga dentro tutte le diverse anime del partito, allo scopo di controllare il lavoro del governo, mentre nelle prossime settimane su darà vita ad una segreteria unitaria, che abbia come obiettivo, non solo l’unità del partito, ma soprattutto una maggiore interazione col governo.

Il punto è che il secondo congresso di Syriza si è svolto pochi giorni prima dell’arrivo ad Atene dei rappresentanti della Ue e del Fondo Monetario Internazionale, al fine di rivedere  progressi effettuati in materia di riforme, quelle promesse dal governo nello scambio, siglato quattordici mesi fa, con gli 86 miliardi di euro di aiuti. La visita dei creditori istituzionali avrà luogo in un momento non semplice per l’economia greca, anzi di palese difficoltà. La crescita appare ancora anemica, la disoccupazione altissima, scarso l’export, consumatori pessimisti e il debito purtroppo ancora bloccato a oltre 330 miliardi di euro.

I nodi da sciogliere in vista dell’arrivo dei creditori internazionali ad Atene

La questione, tuttavia, che ancora tiene banco è l’ammissione del Fondo Monetario Internazionale secondo la quale è impossibile che la Grecia riesca a far fronte a un debito così gigantesco, e perciò sarebbe meglio trovare una qualche forma di taglio, mentre la Germania, attesa alle difficili elezioni legislative del prossimo autunno, resta ancorata alla proposta del ministro delle Finanze Schaueble di non tagliare il debito greco e di favorirne l’uscita dall’euro. Lo spettro della Grexit si aggira ancora per l’Europa, richiesta a gran voce non solo da parte del governo tedesco, ma anche da esponenti della sinistra greca che si richiamano ad esempio alle posizioni dell’ex ministro Varoufakis. Al bel mezzo di questa di questa disputa si colloca Syriza e Tsipras col suo governo, che ha fatto del pagamento del debito la pietra angolare della sua azione, allo scopo di rientrare nei mercati dei titoli. Cosa che consentirebbe alla BCE di acquistare titoli greci nell’ambito del programma di Quantitative Easing. Così, i creditori osservano da vicino l’implementazione delle riforme, e in particolare quelle del mercato del lavoro e della contrattazione collettiva.

Su questo punto, il discorso di Tsipras ai delegati del Congresso è stato molto netto: “Gli accordi vanno onorati da entrambe le parti. Non esiste più un atteggiamento dilatorio, tipo ‘vediamo’. Non c’è stato alcun progresso vero nella loro promessa di tagliare il debito, mentre il popolo greco soffriva per così tanti anni. Ora, i sacrifici del nostro popolo vanno compensati”. Perciò, il ragionamento di Tsipras contro la troika punta proprio sulla necessità della Grecia di accedere agli aiuti previsti dal Quantitative Easing di Mario Draghi, per aiutare concretamente i settori maggiormente colpiti dalla crisi. E ha lanciato l’idea di un nuovo accordo sul debito entro dicembre.

Il documento del “Gruppo dei 53” che non vuole le riforme del mercato del lavoro

Ovviamente, queste proposte non potevano non suscitare forme di opposizione interna a Syriza. Una fazione radicale ha presentato durante il congresso una serie di proposte contro alcuni provvedimenti presi dall’esecutivo. “Il gruppo dei 53”, come si fa chiamare la fazione, si esprime contro la firma del terzo piano di salvataggio, definita una sconfitta e che potrebbe determinare un cambiamento di prospettive nella politica ellenica, ovvero che “il compromesso si trasformi in una scelta strategica”. Il gruppo, per bocca della rappresentante del comitato centrale di Syriza, Katerina Knitou, che ha letto il documento ai delegati del partito, ha anche criticato alcune scelte del governo e del primo ministro Alexis Tsipras. E tra queste scelte vi sono proprio le riforme relative al mercato del lavoro e della contrattazione nazionale.

Pino Salerno – Jobnews

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